lunedì, 16 novembre 2009 11:41

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Il leitmotiv del week end è stato emozioni.
Venerdì Matteo ha compiuto gli anni.
Andrea voleva organizzargli una cena a sorpresa e invece la sorpresa l'ha fatta Matteo a lui: l'ha invitato a casa sua a festeggiare il suo compleanno con sua nonna.
Andrea me l'ha raccontato sabato, mentre andavamo su a San Siro a vedere gli All Blacks.
Già. Area vip per altro. Indescrivibile l'emozione che ho provato quando tutto lo stadio ha cantato l'inno di Mameli e ancora di più quando la nazionale neozelandese ha lanciato la sfida intonando l'haka.
Bella esperienza davvero, bello il party post partita, bella la gente che ho incontrato e conosciuto, bello vedere Andrea salutare tutti e muoversi nel suo ambiente popolato di gente di un certo tipo. Bello il non sentirsi fuori posto.
Tornando a casa, in piena notte in autostrada, abbiamo parlato di nuovo di Matteo, o meglio, gli ho fatto io qualche domanda, anche per tenerci svegli e soprattutto perché all'andata ero così emozionato per la partita che ho colto ben poco di tutto quello che mi ha raccontato.
"Insomma ti ha invitato a casa sua. A festeggiare." esordisco mentre lancio l'X6 in autostrada.
"Ma taci vah... ci son rimasto, non me l'aspettavo proprio!" ribatte e mentre lo guardo con la coda dell'occhio vedo che sorride.
"Mi dicevi che sua nonna ha l'Alzheimer... brutta faccenda..." commento.
Si rabbuia. "Già... dovresti vedere come se ne prende cura... fa tenerezza. Le parla, la pettina, si preoccupa che prenda le medicine, ha una pazienza guarda..."
"Ma non ha nessuno che gli dà una mano?" domando.
"No..." risponde.
"Ah... ma Matteo lavora, no?" vedo che Andrea è disponibile così ne approfitto per indagare un po'.
"Lavoricchia, fa lavoretti part-time, anche per non lasciare sua nonna da sola tutto il giorno... si arrangia insomma..." mi spiega.
Annuisco e continuo a guidare.
"Dovresti vedere la sua stanza... fa impressione" dice Andrea ad un tratto.
"Impressione? Perché? E' sporca? Piccola? Cos'ha?" domando incuriosito.
"E' tappezzata di foto di sua sorella..." mormora.
"Santo dio..." sussurro.
"Già... sembra un mausoleo più che una stanza... un santuario... fa davvero impressione, ti giuro..." dice.
"Deve mancargli tantissimo..." commento.
"Sì, ma ho la sensazione che sia qualcosa di più che nostalgia..." ribatte Andrea.
"Qualcosa di più? Tipo?" domando.
"Sì... secondo me si sente in colpa" risponde.
"Per la morte di sua sorella? E perché?" questa mi mancava.
"Boh, non lo so, ma mi dà questa idea..." sbuffa. "Non so Mattia, così, paranoie. Comunque dovevi vederlo, era contento e imbarazzato allo stesso tempo, si scusava di continuo per il disordine, per la casa misera..."
"Ma è mai stato a casa tua?" domando.

Mattia ha scritto di amore, amici, andrea, alicia

venerdì, 13 novembre 2009 15:47

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Come al solito quando sparisco è perchè è successo qualcosa.
Sembra impossibile, ma quando Alicia non c'è succede sempre qualcosa... comincio a pensare che sia una specie di amuleto che mi protegge e che quando se ne va BAM! sparisce la protezione e tutti gli spiriti maligni del cazzo si avventano su di me.
Si tratta di Anna.
Martedì sera mi chiama il grande capo per avvisarmi che mercoledì e giovedì sarei dovuto andare a Milano.
"A Milano? A far che?" domando incazzato per il preavviso praticamente nullo.
"Un incontro per quel progetto, io non posso andare e quindi ho pensato di mandare lei, mi dispiace non averglielo detto prima, ma... Ah verrà anche Anna." risponde.
Deglutisco. "Perchè anche Anna?" domando.
"Come perchè... sarebbe venuta in ogni caso, anche se io non ci sarò, anzi a maggior ragione, è bene che ci sia anche lei così mi farà un report dettagliato..." mi spiega.
"Ah... vabbè... per che ora devo essere lì?" chiedo.
"L'incontro inizia alle nove." conclude.
Bestemmio.
Andare a Milano sarebbe niente, anzi, ma andarci con Anna...
Dopo pochi istanti mi chiama proprio lei.
"Allora, andiamo a Milano domattina? Ho già prenotato la macchina, mi passi a prendere alle 6?" mi chiede.
"Sì, dammi l'indirizzo" rispondo.
La mattina dopo, alle 6.15 sono sotto casa sua.
La conversazione è abbastanza formale: il freddo, il tempo, il lavoro.
Ci fermiamo a fare colazione in autogrill, lei sta al telefono tutto il tempo mentre io cerco di farmi passare l'ansia di dover stare due giorni con lei.
Alle 8.50 siamo in riunione.
Break alle 13.30, si riprende alle 14.30.
Alle 18.30 finisce il tour de force e andiamo in albergo.
Anna è di nuovo al telefono.
Alle 20.30 dobbiamo andare a cena con i relatori, le do appuntamento alle 20.15 nella hall.
Alle 20.20 non c'è ancora. Alle 20.30 sono arrivati i relatori, ma di Anna non c'è traccia.
Decido di andare a vedere se sta poco bene.
Busso alla porta della sua stanza, sento movimento e viene ad aprirmi coperta da un asciugamano.
"Ma cosa cazzo... ma non sei ancora pronta???" domando.
Ride, mi sembra un po' brilla.
"Scusa Mattia, ma non vengo a cena..." mi dice.
Sento una voce maschile da dentro la stanza. "Allora??? Torni qui o vuoi che me ne vada?"
In quel momento realizzo che Gabriele, quello che la picchia, lavora a Milano.
"Buona serata." le dico voltandomi e tornando nella hall.
"Anna non sta bene." dico ai miei ospiti e usciamo.
Ceniamo in un bel ristorante, parliamo soprattutto di lavoro, ogni tanto penso ad Anna e spero che stia andando tutto bene, che domattina non si presenti in riunione con un occhio nero.
All'una ritorno in albergo.
Sto aprendo la porta della stanza che si apre quella della stanza di Anna.

Mattia ha scritto di anna

martedì, 10 novembre 2009 14:18

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Mia moglie è arrivata sana e salva, mi ha mandato un'sms ieri sera alle 19.30, stavo uscendo dalla doccia dopo essermi fatto un'ora di corsa che non era servita a farmi passare l'ansia.
Ovviamente l'sms mi ha tranquillizzato, al punto che alle nove dormivo già sul divano e mi svegliavo solo per rispondere agli sms che continuava a mandarmi.
Stamattina non ho nemmeno sentito la sveglia, così non sono andato in piscina e sono arrivato al lavoro in orario per un soffio.
Riflettevo sui commenti lasciati al post di ieri (che poi son solo 3...)
Sì sono innamorato abbbestia e sono fortunato, fortunatissimo, ma soprattutto sono umano e aggiungerei fragile.
Sono diventato Alicia-dipendente al punto che l'idea di uscire senza di lei per andare a divertirmi non mi attira per niente e sono tentato di tirare pacco a tutti anche per il fine settimana.
E questo non va bene.
Ok, mi manca da morire, mi sento zoppo senza di lei, ma non posso pensare di andare avanti in questo modo. A me questa dipendenza fa paura, ho sempre avuto paura di voler bene a qualcuno, figuriamoci di voler bene in questo modo...
Non so, forse dovrei parlarne al dottor Z.
Non tanto del fatto che Alicia mi manchi così, che credo sia normale, ma quanto del fatto che questa dipendenza affettiva mi spaventi in questa maniera...
Proverò a chiamarlo per prendere appuntamento.

Mattia ha scritto di amore, alicia

lunedì, 09 novembre 2009 15:06

commenti (3)
Alicia è partita.
E io mi sento incompleto.
Da quando l'ho salutata stamattina alle 5 mi è salita un'ansia che faccio fatica a gestire e mi sento sempre più smarrito.
Mi manca un pezzo. Davvero.
Che brutta sensazione.
Pensavo di essere diventato più forte, che avrei affrontato questo distacco quasi come una vacanza, un ritorno alla vita da single, invece mi sembra di scontare una condanna e mi sale l'angoscia all'idea di passare una intera settimana, week end compreso, da solo.
Sono proprio cambiato.
Credo che uscito dal lavoro me ne andrò a correre un po', onde evitare il rischio di impazzire e chissà che nel frattempo il volo atterri e lei mi mandi un'sms per dirmi che è tutto ok...
Mi manca... ed è solo lunedì... santo dio...

Mattia ha scritto di amore, alicia

venerdì, 06 novembre 2009 13:54

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Credo che dovrò necessariamente farmi i cazzi di Daniele.
Ieri si è presentato all'allenamento con la faccia tumefatta e un braccio al collo.
"Che diavolo ti è successo? Sei caduto con lo scooter?" gli domando.
Scuote la testa. "Sono passato per dirti, beh che ovviamente per un po' non vengo agli allenamenti, tipo un paio di settimane" agita il braccio che gli penzola al collo "è solo una storta... e che d'ora in poi non ti romperà le scatole più nessuno" mi dice.
"Ma son stati i tuoi amici???" ribatto alzando la voce.
"Sì, ma loro sono messi peggio!" risponde con aria trionfante.
"Sei proprio un coglione" gli dico incazzato.
Mi guarda sorpreso. "Perchè???"
"Perchè non è così che risolverai i problemi! Stavolta ti è andata bene e hai vinto tu, ma la prossima volta? Farai sempre a botte per avere ragione? Non funziona così e non è così che ti farai rispettare!" esplodo.
Mi guarda a bocca aperta. "Ma porca troia, ti ho fatto un favore perchè ti lascino in pace e mi ringrazi così???"
"Non c'era bisogno che tu intervenissi, credi che non sia capace di tenere testa a cinque ragazzini con gli scooter? Credi che non sarei riuscito a difendermi? Avrei potuto tranquillamente spezzare un braccio ad ognuno di loro, ma non l'ho fatto e sai perchè? Perchè con la violenza non avrei risolto niente, sarebbero tornati o avrebbero mandato qualcuno e me l'avrebbero fatta pagare, io avrei potuto mandare a mia volta qualcuno e vendicarmi e saremmo potuti andare avanti così per tutta la vita, ma cosa avrei risolto? Tu adesso hai solo innescato una bomba che ti esploderà tra le mani! Sei stato un coglione e non ti sei guadagnato il loro rispetto anche se credi che sia così. Il rispetto di chi poi? Di un gruppo di teppisti? Cosa c'è di cui essere orgogliosi, me lo spieghi?" sono davvero incazzato e mi rendo conto che sto urlando perchè si avvicinano anche Michele e Piero per vedere cosa sta succedendo.
"Tutto ok?" mi domanda Michele.
"No! Io non insegno kick-boxing a questo idiota, adesso ho capito perchè mi domanda sempre quand'è che gli insegno a spezzare ossa, ma mi rifiuto cazzo!" rispondo continuando a fissare Daniele.
Michele mi prende un braccio e mi obbliga a guardarlo. "Mattia calmati... mi spieghi cosa è successo?"
"Fattelo spiegare da lui!" ribatto liberandomi e andandomene.

Mattia ha scritto di sport

giovedì, 05 novembre 2009 17:28

commenti (1)
Finalmente sono riuscito a sapere qualcosa di più su Matteo. Anzi direi molto di più.
Ieri sera sono andato a cena fuori con Andrea e abbiamo parlato.
Effettivamente aveva ragione: non ha affatto un bel passato alle spalle. Proprio per niente.
Sinceramente non me la sento di raccontare qui i cazzi suoi, dico solo che vive con la nonna che è molto anziana e malata. Non ha più la madre, ha perso anche la sorella gemella e il padre scompare e ricompare, ma è meglio se gli sta alla larga.
Poi che è in cura da uno psichiatra già l'ho detto...
Mi ha fatto tanta pena la sua storia e ammiro Andrea che ha preso questo ragazzo così a cuore. Forse gli farà bene aiutarlo.
Tra l'altro ho anche scoperto che 25 anni li fa venerdì prossimo e Andrea vuole organizzargli qualcosa. Una cena, una festa, non ho ben capito.
Gli ho dato tutta la mia disponibilità, tanto più che la prossima settimana sarò a casa da solo visto che lunedì Alicia parte per l'Africa e tornerà il 16.
Mi è andata di lusso lo scorso mese che non è mai andata via, ma sapevo che si trattava di una cosa momentanea, infatti per questo mese sono previste due trasferte in Africa e una in Russia.
Sarà dura riabituarsi a stare da solo, ma dovrò farlo.

Mattia ha scritto di amore, amici, alicia